Disclosure on Management Approach - La strategia climatica

I cambiamenti climatici rappresentano una sfida di portata globale cui Governi, imprese e cittadini sono chiamati a contribuire, ognuno per la propria parte.
Riconoscendo le proprie responsabilità Enel è impegnata nella lotta ai cambiamenti climatici, con la convinzione che il miglioramento delle prestazioni ambientali contribuisca alla salvaguardia degli equilibri del pianeta e, allo stesso tempo, offra all’Azienda l’opportunità di creare valore.
Nel marzo 2009 l’Amministratore Delegato del Gruppo Enel è stato uno dei 60 capi di aziende elettriche europee che, nell’ambito di un’iniziativa di Eurelectric, hanno sottoscritto l’impegno a trasformare entro il 2050 il settore elettrico europeo in un’industria “neutra” dal punto di vista delle emissioni di CO2.
L’impegno è ambizioso e passa non solo attraverso un forte incremento della produzione di energia elettrica con tecnologie ad “emissione zero” (rinnovabili e nucleare), ma anche attraverso un cambiamento deciso nei modelli di consumo (ad esempio efficienza energetica e un maggiore ricorso all’elettricità in settori come i trasporti).
Per consentire la transizione verso il nuovo scenario senza shock improvvisi per il sistema economico saranno cruciali anche il rapido sviluppo delle tecnologie di cattura e sequestro della CO2 (CCS) e i crediti di emissione derivanti dai meccanismi internazionali di “offset” (quali il Clean Development Mechanism introdotto dal Protocollo di Kyoto).

Enel segue una strategia fondata su cinque pilastri che coprono tutti i principali elementi della “carbon neutrality”:

  • impiego delle migliori tecnologie esistenti: il parco di generazione termoelettrico di Enel è in progressiva trasformazione verso un mix che contempli esclusivamente impianti ad alta efficienza e quindi a ridotte emissioni;
  • sviluppo di fonti ad emissioni zero, come rinnovabili e nucleare: la leadership di lunga data nelle rinnovabili è in corso di consolidamento con la società dedicata Enel Green Power, mentre è in programma un ruolo sempre più significativo del nucleare nel mix di generazione del Gruppo;
  • efficienza energetica: i programmi prevedono l’efficientamento delle reti e iniziative di promozione dell’efficienza degli usi finali anche attraverso le società di servizi energetici del Gruppo;
  • ricerca e innovazione: con un impegno di circa un miliardo di euro, nel periodo 2010-2014 sono previsti progetti dimostrativi della CCS, sviluppo di tecnologie innovative nel solare e delle reti intelligenti (Smart Grids) e di iniziative per la diffusione della mobilità elettrica;
  • impegno globale per la riduzione delle emissioni di CO2: attraverso attività di diffusione di progetti e best practice nei Paesi dell’Europa dell’Est e in via di sviluppo, anche sfruttando i meccanismi flessibili introdotti dal Protocollo di Kyoto (Clean Development Mechanism e Joint Implementation).

Enel è impegnata a dialogare con i decisori per promuovere l’adozione di politiche pubbliche definite e immediate e di un quadro regolatorio stabile nel lungo termine, che favorisca scelte coerenti da parte del settore industriale.
Rispetto all’imposizione di misure di tipo command-and-control basate su standard di emissione a livello di singolo impianto, sono preferibili meccanismi di mercato che forniscano un segnale di prezzo per la CO2 incentivando la riduzione delle emissioni e ottimizzando le risorse a beneficio delle imprese e dei consumatori. Il Protocollo di Kyoto e il sistema di emission trading europeo hanno segnato i primi passi in questa direzione: tuttavia l’attuale quadro di riferimento presenta notevoli incertezze nel lungo termine, che la Conferenza di Copenaghen del dicembre 2009 non ha risolto.

Enel ritiene che le strategie climatiche delle aziende sostenibili possano essere favorite da un accordo internazionale basato sui seguenti princìpi:

  1. Approccio globale: è necessario sviluppare meccanismi che incentivino l’impegno di tutti i Paesi nel rispetto delle rispettive capacità e delle legittime aspettative di sviluppo.
  2. Obiettivi di lungo termine ragionevoli e raggiungibili: è fondamentale che gli investitori di settori come quello energetico abbiano una visione chiara e realistica delle azioni da intraprendere.
  3. Estensione del mercato della CO2con regole chiare e stabili: verrebbero liquidità e segnali di prezzo di lungo termine, indispensabili per agli operatori del settore energetico per investire massicciamente nella transizione verso un’economia a basse emissioni.
  4. Sostegno allo sviluppo delle tecnologie: il settore pubblico dovrebbe rendere disponibili finanziamenti per favorire, attraverso la cooperazione con il settore privato, il rapido sviluppo di soluzioni tecnologiche avanzate evitando il rischio che le imprese siano bloccate dal timore del cosiddetto “first mover disadvantage”.
  5. Coinvolgimento diretto del settore privato: è importante snellire le procedure amministrative per favorire ulteriormente il coinvolgimento del settore privato, che ha dimostrato di essere il principale attore dei progetti di riduzione delle emissioni nei Paesi in Via di Sviluppo; ad esempio, nell’ambito del Clean Development Mechanism, le iniziative private rappresentano l’85% della riduzione delle emissioni di CO2 in Asia ed America Latina.

Le politiche pubbliche sul cambiamento climatico dovrebbero inoltre curare le caratteristiche specifiche dei diversi settori di intervento. Nel campo delle rinnovabili, ad esempio, è indispensabile semplificare le procedure di autorizzazione e incentivare, con sistemi lineari, prevedibili e capaci di infondere sicurezza negli investitori, non solo la realizzazione degli impianti di produzione di energia elettrica, ma anche la loro integrazione efficace e sicura nella rete.

Informazioni e approfondimenti possono essere richiesti a:
Enel SpA - Regolamentazione, Ambiente e Carbon Strategy / Politiche Ambientali Viale Regina Margherita 137 00198 Roma -  Italia