EU21 - Misure di pianificazione della contingenza, piani di gestione disastri/emergenze e programmi di formazione, e piani di ripristino
Il Crisis Management in Enel è un insieme di procedure, infrastrutture e persone, che ha la finalità di gestire gli effetti generati da un evento critico.
Il
sistema è costituito da una procedura organizzativa che definisce il processo
di segnalazione e gestione degli eventi critici per il Gruppo Enel, e da
procedure operative specifiche per ciascun ambito di business.
L’evento
critico è definito come un evento accidentale, naturale o doloso, reale o potenziale,
in grado di provocare un impatto in termini di
- continuità operativa aziendale e/o,
- danni interni/esterni e/o;
- ripercussioni sull’opinione pubblica.
Questo evento può assumere tre stati in funzione del livello di impatto stimato:
- Codice Verde: evento accidentale, naturale o doloso, reale o potenziale, in grado di provocare un impatto di bassa entità risolvibile con un trattamento specifico predefinito (istruzione operativa)
- Codice Giallo: evento accidentale, naturale o doloso, reale o potenziale, in grado di provocare un impatto di media entità risolvibile con l’attivazione di appositi piani di emergenza predefiniti
- Codice Rosso: evento accidentale, naturale o doloso, reale o potenziale, in grado di provocare un impatto di entità rilevante che richiede la definizione di strategie ad hoc.
L’impatto provocato dall’evento critico viene valutato con l’ausilio di una matrice che individua valori soglia per ciascuna tipologia di evento. Viene lasciato un margine di autonomia nel processo di valutazione, ad esempio per eventi non descritti nella matrice di impatto o per eventi che si verificano in contesti non previsti.
Il Referente competente è una figura chiave nel
processo di gestione degli eventi critici e ha il compito di analizzare
l’evento e attivare le strutture operative interne per gestirlo all’interno
della propria divisione di competenza. Tale figura inoltre ha il compito di
garantire il collegamento informativo con il Responsabile Security del Gruppo
Enel.
Il Responsabile Security del Gruppo Enel è una figura
chiave nel processo di gestione degli eventi critici. Ricevuta l’informativa
dal Referente competente, ha il compito di valutare l’evento ai fini dell’eventuale
attivazione del Comitato di Crisi e dell’Unità di raccordo.
Il Comitato di crisi di Enel SpA è preposto alla
gestione strategica di eventi classificati in Codice Rosso. Viene convocato dal
Responsabile Security, su autorizzazione dell’Amministratore Delegato, ed è
composto dal Top Management dell’Azienda.
L’Unità di Supporto al
Comitato di Crisi nella
gestione dei flussi informativi da/per le Divisioni/Società coinvolte nella
gestione dell’evento viene convocata dal Responsabile Security ed è composta da
rappresentanti già individuati all’interno di ciascuna Divisione e Funzione di
Corporate.
Il Comitato di Crisi si
riunisce nella Sala Crisi per
coordinare la gestione strategica dell’evento e nella quale convergono i flussi
informativi provenienti dalle diverse aree aziendali. Le informazioni relative
agli eventi vengono archiviate affinché ogni tipo di esperienza rappresenti un
patrimonio dal quale attingere in situazioni future.
Nella
Sala sono presenti applicativi web aziendali che consentono di monitorare lo
stato degli asset in tempo reale
- “Tableau de Board Security” – segnalazione e gestione eventi dolosi
- “GESI” - gestione segnalazioni e interruzioni sulla rete elettrica
- “SCP” - monitoraggio impianti di produzione di energia elettrica
La Sala Crisi risponde alle esigenze non solo aziendali ma anche nazionali: è connessa tramite videoconferenza con una rete di infrastrutture per la gestione degli eventi critici, ad esempio il Dipartimento della Protezione Civile e Ministero dell’Interno.
Con
la Centrale Operativa si prosegue il cammino intrapreso da Enel sul tema del controllo
del rischio, in coerenza con gli adempimenti previsti dalla Direttiva Europea
sulla Protezione delle Infrastrutture Critiche.
La
Centrale Operativa consente di:
- realizzare un centro di controllo per presidiare l’efficienza di funzionamento dei sistemi di sicurezza nelle infrastrutture strategiche di Enel;
- integrare il governo dei sistemi di sicurezza con le procedure di gestione degli eventi critici;
- migliorare la capacità di reazione ad eventi che potrebbero compromettere la continuità del business aziendale e la sicurezza delle risorse umane.
Il sistema di Crisis Management è stato testato nel corso del 2009 tramite due simulazioni di evento critico:
- “Blackout per condizioni meteo estreme” (10 febbraio 2009)
- “Nuclear Emergency” (21 ottobre 2009)
Per quanto riguarda il sisma che ha interessato l’Abruzzo il 6 aprile 2009, Enel, tramite il suo rappresentante del Comitato Operativo del Dipartimento Protezione Civile Nazionale ha contribuito fin dalle prime ore alla gestione dell’emergenza.
I piani di emergenza e di
ripristino sono
parte integrante del sistema di gestione che assicura la sicurezza dei
lavoratori del Gruppo Enel e delle ditte appaltatrici, nonché delle popolazioni
limitrofe agli impianti.
I
luoghi che, data la loro natura, sono maggiormente esposti al rischio di
disastri/ ed emergenze sono gli impianti di produzione.
In
Italia, tutte le Unità di Business degli impianti di produzione dispongono di piani
di evacuazione e di piani di emergenza, soprattutto per gli impianti termoelettrici
a rischio di incidenti rilevanti (Seveso II) quali Pietrafitta, Assemini e Giugliano.
Un
particolare appunto merita, in aggiunta, il sistema di protezione civile per
gli impianti idroelettrici a serbatoio, il quale è regolato dalla Guida
Operativa n. 3 del 12 Dicembre 2000 (CIRCOLARE 19 MARZO 1996, n. DSTN/2/7019),
che “individua le condizioni che devono verificarsi sull’impianto di ritenuta,
quale complesso costituito dallo sbarramento e dal serbatoio, perché si debba
attivare il sistema di protezione civile e le procedure da porre in atto”.
Nelle
centrali del Gruppo Enel localizzate nelle varie parti del mondo, esistono differenti
piani d’emergenza, in relazione al tipo di impianti e al tipo di rischi, di origine
tecnica o dovuti a cause naturali, a cui sono esposti. In Perù, ad esempio, ai
piani per emergenza medica, incendio o sversamento di inquinanti si aggiunge, tra
le altre, una procedura ad hoc per il rischio alluvioni, terremoti e tsunami.
In
Slovacchia, invece, è di particolare importanza la reazione alle emergenze relativa
agli impianti nucleari (tenendo in considerazione anche attacchi terroristici).
Nelle centrali nucleari di Bohunice e Mochovce ci sono circa 12 simulazioni d’emergenza
all’anno, in cui sono coinvolti anche gli appaltatori.
Nei
piani di emergenza sono contenuti: la descrizione dell’impianto, i responsabili
alle emergenze, una valutazione dei rischi e interventi per la sicurezza e l’ambiente,
le misure per la mitigazione dell’impatto generato dall’emergenza, i piani d’evacuazione,
gli aspetti comunicativi e di informazione verso persone e autorità, le
modalità di reportistica dell’incidente.


