SO1 - Natura, obiettivo ed efficacia di qualsiasi programma e attività che valuta e gestisce gli impatti delle operazioni su una determinata comunità, incluse le fasi di inizio di attività, di operatività e di dismissione

Gli Studi d’Impatto Ambientale e gli studi realizzati per il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale sono condotti secondo le richieste e le disposizioni di legge in occasione di costruzione di nuovi impianti e infrastrutture.
In Enel esistono Unità dedicate all’interno di ciascuna divisione organizzativa che si occupano delle procedure autorizzative e degli Studi di Impatto Ambientale.
Per la raccolta dati, la fissazione di benchmark e le elaborazioni necessarie allo sviluppo di studi ambientali, l’unità Politiche ambientali della funzione Regolamentazione ed Ambiente di corporate, attraverso l’attività di reporting ambientale, raccoglie tutte le informazioni ambientali di ciascuna unità produttiva del Gruppo (impianti di produzione di ciascuna tecnologia, unità di rete elettrica, unità di rete gas, miniere, porti, depositi di combustibili, attività di vendita offerte verdi, immobili, parco auto, ecc.) gestendo una Banca Dati Ambientale centralizzata.
L’accesso alle documentazioni per il pubblico e gli stakeholder interessati è garantito dalle istituzioni centrali e locali. Enel pubblica su quotidiani nazionali e locali la disponibilità delle valutazioni e la data entro cui possono essere consultate dal pubblico. Dopo la data limite, il pubblico può chiedere le valutazioni direttamente a Enel.
Durante le fasi di esercizio esiste una modalità di raccolta dati condivisa con gli enti locali, tramite sistemi di monitoraggio delle emissioni e reti di monitoraggio della qualità dell’aria. Le reti di monitoraggio sono spesso gestite direttamente dagli enti di controllo preposti, le campagne di biomonitoraggio sono svolte con la partecipazione degli enti locali, altre informazioni sono registrate in continuo.
Tutti i dati sono comunque sempre messi a disposizione o trasmessi alle autorità locali di controllo. Nelle fasi di esercizio le autorità locali di controllo vigilano costantemente sulle potenziali fonti di impatto con riferimento particolare a scarichi, emissioni e rifiuti. Le comunità sono rappresentate in particolare dalle pubbliche amministrazioni, dai comitati spontanei, dalle associazioni ambientaliste. Nei modi previsti dalle leggi vigenti tali soggetti (che svolgono la funzione di referenti degli aspetti ambientali che riguardano le comunità) possono presentare durante l’iter autorizzativi, osservazioni agli studi di impatto ambientali presentati.
I programmi riguardano in tutti i casi il 100 % delle attività.
Nello Studio di Impatto Ambientale al fine di valutare l’efficacia ambientale degli interventi proposti vengono messe a confronto le possibili alternative ed individuati tutti gli accorgimenti tecnici finalizzati a ridurre gli impatti prevedibili.
A conclusione dell’iter autorizzativo delle opere, con le autorità e le comunità locali vengono presi accordi per la realizzazione di interventi tecnici migliorativi dell’ambiente preesistente, che svolgono il ruolo di compensazioni degli impatti residui, là dove questi non potranno essere ulteriormente mitigati in sede tecnica.
Nei casi in cui il danno ambientale non è monetizzabile, le compensazioni potranno tradursi nella realizzazione di progetti ambientali finalizzati all’impianto, al recupero ed al ripristino di elementi di naturalità, come benefici ambientali equivalenti agli impatti residui non più mitigabili. A questo riguardo, la situazione è molto differente a seconda delle attività considerate (produzione termoelettrica, idroelettrica, geotermica, eolica, distribuzione elettricità, distribuzione gas, ecc.) ed a seconda dei Paesi.
Nei luoghi di presenza la maggioranza della popolazione locale è favorevole alla permanenza degli impianti (anche se si registrano forti opposizioni di gruppi ambientalisti e comitati locali nei confronti di alcune tecnologie produttive): in linea generale Enel viene incoraggiata dalla maggioranza della popolazione locale a continuare ad investire nei siti dove sono insediate le sue attività in via di chiusura, piuttosto che dismetterli.

In Italia il nuovo Programma Nucleare Italia evidenzia un quadro con diverse posizioni politiche ed istituzionali nonché preoccupazioni soprattutto a livello territoriale per gli effetti ambientali (rilascio di effluenti radiologici durante la fase operativa) o per il rischio di incidente. Questi timori portano ad un diffuso effetto Nimby.
Nel corso del 2009 è stata avviata la fase di monitoraggio dell’opinione pubblica per individuare le diverse posizioni degli stakeholder e per fornire informazione corretta e trasparente sul Programma Nucleare, anche per far fronte a timori e diffidenza nei confronti del nucleare.
E’ stata quindi avviata una fase di studio e analisi, in stretta collaborazione tra le aree di Relazioni Esterne e Ingegneria e Innovazione sui risvolti sociali, economici e ambientali del Progetto Nucleare sia a livello nazionale che locale. In questo ambito sono stati valutati impatti sulla salute e sull’ambiente del nucleare, oltre che aspetti economici e strategici dello sviluppo dell’energia nucleare per il Sistema Paese in primis dovuto ad una maggiore indipendenza energetica. Sono stati organizzati workshop e tavole rotonde con imprese ed enti di ricerca (Confindustria, Enea) sul rilancio dell’energia nucleare in Italia.
Con la costruzione e la messa in esercizio della nuova centrale a clean coal di Torre Valdaliga, nel comprensorio di Civitavecchia sono state svolte azioni di promozione e coordinamento di tutte le iniziative di relazione e di comunicazione rivolte alla platea dei portatori di interesse, sia istituzionali che del territorio, successive all’apertura del cantiere di Torrevaldaliga Nord. Inoltre, per la fase di esercizio, è stata gestita con le comunità e le amministrazioni locali tutta l’attività necessaria all’attuazione degli accordi stipulati con la Regione i singoli Comuni, attraverso incontri e tavoli tecnici con i rappresentanti dei Comuni e degli enti coinvolti. E’ stata inoltre condotta l’attività propedeutica all’attuazione del Piano di Monitoraggio Agricoltura in collaborazione con l’Università Agraria di Tarquinia e con le Cooperative Agricole e le associazioni degli agricoltori.
Particolare attenzione è stata poi dedicata all’imprenditoria locale e alle soluzioni del dopo-cantiere: a tale fine sono stati organizzati incontri nell’ambito del Tavolo sul Lavoro con i rappresentanti del Comune per illustrare e discutere sulle prospettive di specializzazione e reindirizzamento dei lavoratori su altre realtà occupazionali.
Con l’Autorità Portuale di Civitavecchia è stata sviluppata una intensa collaborazione finalizzata a creare un polo ecologico i cui benefici economici e sociali rispecchiano lo sviluppo non solo del cantiere ma di tutto il comprensorio.
Nell’area di Porto Tolle, l’attività si è focalizzata soprattutto sull’iter autorizzativo, ormai arrivato alla sua fase finale e sulle relazioni con le comunità locali. Sono stati organizzati incontri con i diversi portatori d’interesse (piccole e medie imprese, rappresentanze del mondo della pesca, dell’agricoltura ecc.) e le istituzioni al fine di favorire e mantenere il consenso e raggiungere intese relative ai benefici economici e sociali per il territorio. In particolare sono stati organizzati incontri e dibattiti con le piccole/medie imprese. E’ stata inoltre avviata la definizione del Protocollo di Intesa con la Regione, la Provincia e il Comune che prevede diverse iniziative in tema di tutela della salute e dell’ambiente e che comprende l’istituzione di un Gruppo di Lavoro per il settore della pesca teso a tutelare le esigenze del settore.

In Francia gli studi effettuati con lo scopo di acquisire l’autorizzazione alla costruzione, prevedono di valutare l’impatto sulle comunità locali e possono essere previste azioni da mettere in atto nel corso delle attività. I programmi prevedono che la raccolta dei dati richiesti venga effettuata direttamente da Enel e riguardano in particolare misure su rumore, cartografie, simulazioni fotografiche, studi sugli habitat e sulla fauna. I programmi messi in atto si sono dimostrati efficienti. Un impegno preso verso le comunità è stato quello di restaurare dei vecchi mulini a vento che si trovavano in uno stato di degrado.

In Slovacchia Slovenské elektrárne coopera con i comuni limitrofi: definendo programmi di gestione dei rifiuti; realizzando studi di impatto ambientale per i nuovi progetti; pubblicando i dati ambientali rilevanti (emissioni, acque, rifiuti, etc.), diffondendo report periodici sulle attività nucleari attraverso l’istituto di ricerca degli impianti nucleari, dando informazioni su richiesta degli interessati (comunità, autorità ed altri stakeholders).

In Romania, il Dipartimento di Relazioni Esterne, con il supporto di tutte le Unità di Business rilevanti, sta costantemente sviluppando iniziative in modo da consolidare e migliorare le relazioni con gli stakeholder locali e promuovere le attività di miglioramento delle infrastrutture elettriche di Enel Romania negli ambiti della distribuzione e fornitura energetica, così come i progetti per le generazioni future.
Tra i progetti che riguardano la generazione di elettricità che Enel sta portando avanti in Romania i più importanti sono la centrale a clean coal a Galati e i parchi eolici in costruzione a Dobrogea. Enel ha inoltre una partecipazione di minoranza nel progetto di costruzione di una unità aggiuntiva della centrale nucleare di Cernavoda, insieme al governo rumeno e altri cinque investitori. Per tutti questi progetti di costruzione, Enel agisce in accordo con il suo impegno di essere un buon cittadino a livello locale: di avere cioè un rapporto costante e mutuamente vantaggioso con gli abitanti dei dintorni, le organizzazioni e le autorità, così come di proteggere l’ambiente. Enel, attraverso l’unità di Relazioni Esterne fin dall’inizio è continuamente in contatto con gli stakeholder locali (autorità, istituzioni, organizzazioni no profit) per informare e accogliere le istanze che essi possono portare sulle implicazioni dei progetti. Nel futuro Enel vuole continuare gli sforzi già compiuti nei confronti degli stakeholder locali, comunicando in modo completo e trasparente i progetti e gli investimenti, in modo da massimizzare il loro valore a beneficio dei clienti e di tutta la comunità.

In Bulgaria nel 2009 Enel ha celebrato il completamento del progetto di riabilitazione e modernizzazione della centrale termoelettrica di Maritza East 3, iniziato nel 2003. Da Febbraio 2009 la centrale è la prima e unica compliant con gli standard ambientali dell’Unione Europea in tutto il Sudest Europa.
La Società ha consolidato le relazioni con i residenti e i governi locali espandendo le iniziative indirizzate alle comunità e garantendo la trasparenza; ha informato l’opinione pubblica e i governi locali, e altri gruppi di interesse; si è posta l’attenzione sui valori strategici, i benefici economici, sociali e ambientali della centrale rinnovata in modo da aumentare la consapevolezza del successo del progetto.
Per questa finalità sono stati organizzati gite e meeting con i diversi gruppi di interesse – rappresentanti delle istituzioni (ministeri, agenzie, ecc), governi locali (municipalità e governo a livello ragionale), media (locali e nazionali), nuove generazioni (più di 400 studenti hanno visitato la centrale Mariza East 3), ecc. I rappresentanti di Enel Mariza East 3 hanno presentato l’esito del progetto al pubblico a differenti conferenze e forum (più di 10), così come durante incontri con diverse associazioni (come CEIBG, AMCHAM, CCIIB, WEC, APEE, la Camera di Commercio di Stara Zagora, l’Associazione dei lavoratori del settore energetico), agenzie, istituzioni e membri del governo.
Gli impianti idroelettrici di Enel in Messico a Chilatán, El Gallo e Trojes danno il vantaggio alle comunità dell’immissione nei canali dell’acqua utilizzata dalle centrali, per le esigenze di irrigazione delle aziende agricole locali.
Endesa è consapevole dell’impatto che hanno i suoi nuovi progetti sul territorio e per questo instaura relazioni di dialogo con le comunità dei territori in cui interviene.

In Cile, Endesa Cile gestisce la relazione con i suoi stakeholder fin dalla valutazione dei programmi e instaurando relazioni di dialogo diretto attraverso il responsabile della CSR che fa visita agli impianti in operatività e in costruzione nei territori dove si concretizzano i progetti, in modo da essere in contatto diretto con le comunità limitrofe e per identificare i possibili impatti e le necessità che queste comunità possano avere. Viene eseguito innanzitutto uno studio esaustivo che permette di comprendere il territorio e le persone che vi risiedono attraverso le loro caratteristiche demografiche e socioculturali.
Date le particolarità di ciascuna comunità si stabiliscono relazioni dirette con le organizzazioni che permettono di identificare le domande e gli aspetti di miglioramento necessari per le stesse comunità si identificano le preoccupazioni e i possibili impatti negativi che possano portare i progetti e si stabiliscono canali di dialogo facilitati, lavorando congiuntamente per trovare meccanismi di compensazione che si adattino alle necessità e alle aspettative delle comunità dove sono in fase di studio i progetti. Il radicamento locale è un aspetto fondamentale per la realizzazione o meno di un impianto di generazione e per il suo funzionamento nel futuro.

In Argentina Endesa sotto la supervisione di diversi comitati ambientali sullo sviluppo sostenibile e sull’innovazione gestisce la sua relazione con l’habitat naturale e le istituzioni locali con l’obiettivo di un’integrazione sociale. In questo ambito sono sviluppati diversi Studi di Impatto Ambientale, progetti di protezione della fauna e piani di manutenzione degli impianti in un ottica di sicurezza per l’intera comunità in cui sono localizzati. Presso la centrale Dock Sud esistono piani di emergenza interna ed esterna per ogni emergenza che possa essere generata dalla centrale a terze parti, così come provocata da terze parti. Il pericolo viene così identificato e viene eseguita una valutazione del rischio.
La Società di Endesa Generación Argentina, consapevole del suo ruolo di attore sociale rilevante per le comunità in cui opera, adotta tutte le necessarie precauzioni per non rovinare l’ambiente naturale. Per questo, dietro indicazione di differenti comitati ambientali di sviluppo sostenibile e innovazione Endesa Generación Argentina si relaziona con le forze vive del territorio e delle zone confinanti per collaborare insieme per un’integrazione territoriale degli impianti e l’inserimento sociale delle persone. Allo stesso tempo vengono sviluppati diversi Studi di Impatto Ambientale con attenzione per la fauna ittica e per il mantenimento delle centrali per la sicurezza di tutta la comunità.

In Brasile gli impianti attualmente in esercizio hanno sviluppato progetti di relazione con le comunità locali, dando sostegno all’istruzione di bambini e adolescenti, particolarmente in zone ad alta vulnerabilità sociale. In questo contesto, ogni impianto ha un proprio progetto che risponde alle diverse esigenze di ciascun territorio.

In Colombia si implementano progetti che si focalizzano sul rispetto ambientale, in particolare sull’impatto che possono avere le centrali. Queste iniziative sono di responsabilità del Dipartimento Ambientale della Società e della Direzione dell’operation. Nel Dipartimento Ambientale si gestiscono anche le metodologie di compensazione.

Un altro esempio è il progetto portato avanti insieme alla Fundación Pehuén in Cile (Alto Bio Bio), finalizzato a migliorare la qualità della vita delle popolazioni, influenzate direttamente e indirettamente dalla costruzione degli impianti di Pangue e di Ralco. La fondazione conta oltre 600 famiglie beneficiarie: in questo caso, vi sono prove concrete delle ricadute positive in termini di mantenimento della pace sociale e del regolare esercizio degli impianti idroelettrici nella zona.