Interventi dopo il terremoto a L'Aquila

Subito dopo il sisma dell’aprile 2009, Enel Distribuzione si è attivamente impegnata per fornire energia elettrica alle utenze distaccate. I circa 15.000 clienti disalimentati alle 3:32 del 6 Aprile 2009 venivano ridotti a 4.500 dopo 5 ore e a 400 dopo 9 ore. A partire dalle ore 16, era completata la rialimentazione dei clienti e iniziava la gestione ordinaria dei guasti sulla rete di bassa tensione.
Le 277 linee BT dislocate nelle aree dei crolli (e quindi evacuate) sono state tenute disalimentate per motivi di sicurezza in accordo con Vigili del Fuoco (VV.FF.) e il Dipartimento della Protezione Civile (DPC). Tali linee sottendono circa 10.000 clienti.
Sulla rete gas si è proceduto, su richiesta dei VV.FF., all’ interruzione immediata della fornitura per alcuni Comuni.
I clienti interessati sono stati circa 42.000.
Enel Distribuzione ha profuso il massimo impegno per fronteggiare l’emergenza creatasi sul territorio rinforzando e sostituendo le Unità periferiche territoriali con uomini e mezzi provenienti dalle aree limitrofe.
Immediatamente dopo il sisma sono state mobilitate 118 persone: 77 per la rete elettrica e 41 per la rete del gas. Sono stati inoltre resi disponibili 30 gruppi elettrogeni già nel pomeriggio del 6 aprile saliti poi a 45 nel corso dei giorni seguenti.
Enel Distribuzione ha garantito e continua a garantire un continuo supporto alla Sala Operativa della DPC istituita presso la Sede della Scuola di Guardia di Finanza a L’Aquila.
Dal 7 aprile sono state rese disponibili 8 torri faro per l’illuminazione di emergenza di alcune aree sensibili.

I primi interventi post-sisma sono consistiti nell’alimentazione elettrica, sia da rete elettrica che da gruppi elettrogeni, delle 170 tendopoli allestite dal DPC (400 punti di fornitura per una potenza elettrica totale di circa 40 MW). I gruppi installati i primi giorni nelle aree colpite dal sisma sono stati 22 (per un totale di 2,7 MW), mentre 18 sono state le cabine mobili impiegate per l’alimentazione d’emergenza.
Il ripristino della fornitura di gas per l’ospedale civile, la scuola della Guardia di Finanza, il Comando dei VV.FF., varie tendopoli e la lavanderia industriale Aquilav è stata provvisoriamente assicurata mediante l’impiego di 7 carri bombola.
Dopodiché è stata avviata con DPC e VV.FF. la predisposizione del piano di riattivazione per le forniture gas interrotte.

L’alimentazione elettrica delle tendopoli è stata assicurata sino al loro smantellamento, completato dal DPC nel mese di ottobre 2009. Oltre l’alimentazione delle tendopoli, a partire dal mese di giugno, l’impegno di Enel Distribuzione è consistito nel realizzare gli allacciamenti delle nuove abitazioni previste per consentire ai cittadini che hanno perso la casa una sistemazione in abitazioni durevoli e sicure prima dell’inverno.
Il piano di ricostruzione prevede 4 tipologie:

  • C.A.S.E. (Complessi Antisismici Sostenibili ed Ecocompatibili): nel 2009, Enel Distribuzione ha allacciato 4.000 forniture uso domestico e circa 300 forniture altri usi, su 4.500 appartamenti;
  • M.A.P. (Moduli Abitativi Provvisori): nel 2009, Enel Distribuzione ha allacciato 1.000 moduli su 1.800;
  • M.A.P.- Frazioni (Moduli Abitativi Provvisori Frazioni del Comune di L’Aquila): nel 2009, Enel Distribuzione ha allacciato 850 forniture uso domestico e circa 100 forniture altri usi, su 1.100 appartamenti;
  • M.U.S.P. (Moduli ad Uso Scolastico Provvisori): nel 2009, Enel Distribuzione ha effettuato le attività preliminari all’allacciamento di 6 MUSP su 45 edifici.

Tutti gli allacciamenti sono stati preceduti da attività di spostamento di linee MT e BT interferenti con le costruzioni, in 14 siti.
Ulteriori interventi sono stati necessari per disalimentare o spostare le linee di alimentazione di 5.000 delle 16.500 abitazioni di tipo E, cioè con danni tali per le quali il DPC e VV.FF. hanno emesso ordinanza di demolizione o di puntellamento seguito da interventi edili radicali, di ripristino e rinforzo delle strutture portanti.

Il sisma ha anche provocato un notevole aumento delle richieste di nuovi allacciamenti per privati che stanno provvedendo autonomamente a realizzare nuove abitazioni o esercizi commerciali, molti dei quali sono stati trasferiti in altri locali. Ciò ha dato luogo a circa ulteriori 500 nuove richieste nel 2009.
Gli effetti del sisma hanno provocato danni valutabili in circa 15 milioni di euro sulla rete di distribuzione elettrica e di 20 milioni di euro rete di distribuzione del gas. Gli interventi subito dopo il sisma sono costati circa 10 milioni di euro ugualmente ripartiti fra rete elettrica e gas.