EU5 - Allocazioni di permessi di emissioni di CO2 o equivalenti, suddivisi per ambito di carbon trading

Con delibera 20/2008 del 27 novembre 2008 il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha definito lo schema di assegnazione delle quote di CO2 per il periodo 2008 – 2012, individuando il numero di quote complessivo, a livello di settore e a livello di impianto, assegnato dall’Autorità Nazionale Competente per l’attuazione delle direttive europee in tema di emission trading (n. 2003/87/CE e n. 2004/101/CE). L’assegnazione di diritti di emissione di CO2 (EUAs – European Unit Allowance) prevista per il settore è mediamente di 201 milioni di tonnellate di CO2 per anno, oltre ad ulteriori 17 milioni di tonnellate circa di CO2 riservate agli impianti nuovi entranti.
Nel periodo in esame, per coprire il fabbisogno di emissioni di CO2 potranno essere utilizzate, con il limite complessivo per il settore termoelettrico del 19,3%, anche:

  • "unità di riduzione delle emissioni” che rappresentano emissioni evitate dalla realizzazione di progetti che mirano alla riduzione delle emissioni in altri Paesi con vincoli di emissione (ERU – Emission Reduction Unit);
  • “riduzioni certificate di emissioni”, cioè emissioni evitate dalla realizzazione di progetti industriali ad alta efficienza energetica, o di progetti volti all’utilizzo delle energie rinnovabili, nei Paesi in via di sviluppo (senza vincoli di emissione) (CERs – Certified Emission Reduction).

Di seguito sono indicate le quote assegnate dai Piani Nazionali di Allocazione (PNA) espressi in milioni di Tonnellate e le emissioni verificatesi nel 2009 e certificate, come da disposizioni di legge, entro il 31 Marzo 2010.

Paesi Ue del Gruppo Enel
Assegnazioni da PNA 2009 (Mt) Emissioni verificate 2009**Mt
BULGARIA  *
 5,2
IRLANDA 1,4 0,6
ITALIA 38,1 37,1
PORTOGALLO 2,7 1,2
SLOVACCHIA 5,4 3,4
SPAGNA25,629,9

Note:
(*) Il PNA è stato approvato dal Governo ma non ancora validato da Bruxelles.
(**) Verifica effettuata il 31 03 2009

Il Clean Development Mechanism (CDM) e Joint Implementation (JI) sono due dei tre meccanismi flessibili previsti dal Protocollo di Kyoto. Per quanto riguarda i CDM al livello globale al 31.12.2009 risultano registrati in totale 1.900 progetti CDM, che permetteranno di evitare l’emissione in atmosfera di oltre un miliardo e mezzo di tonnellate di CO2 entro il 2012 da parte dei Paesi in Via di Sviluppo. Complessivamente il portafoglio del Gruppo ammonta a 105 progetti con partecipazione diretta. Considerando anche il contributo dei progetti cui il Gruppo partecipa attraverso i cosiddetti “carbon funds”, il potenziale di abbattimento delle emissioni di CO2 è pari a 200 milioni di tonnellate nel periodo 2005-2020, di cui l’85% è relativo a progetti già registrati.
Gran parte delle iniziative sono state sviluppate bilateralmente tra Enel-Endesa e il Paese ospitante e nel solo 2009 si è ottenuta la registrazione di 39 progetti CDM, risultando il secondo operatore mondiale per numero di progetti registrati.

La maggior parte dei progetti oggi in portafoglio è localizzata in Cina con 80 progetti nei campi della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (idroelettrico e eolico), dell’abbattimento di emissioni di gas industriali e dell’aumento dell’efficienza energetica in alcune grandi fabbriche. Altri progetti sono localizzati in India, Africa e America Latina.
Per quanto riguarda il meccanismo JI, il gruppo include nel proprio portafoglio 7 progetti a gestione diretta in Uzbekistan e Ucraina e 14 iniziative di partecipazione a fondi in Russia, Moldavia e Ucraina.