Governance, impegni, coinvolgimento degli stakeholder
Enel adotta un sistema di Corporate Governance ispirato ai
più elevati standard di trasparenza e correttezza nella gestione dell’impresa. Tale
sistema di governo societario, conforme a quanto previsto dalla legge e dalla
normativa CONSOB di riferimento, risulta altresì pienamente allineato tanto
alle raccomandazioni del Codice di Autodisciplina delle società quotate - cui
Enel SpA ha aderito sin dal 2000 e che risulta reperibile, nella versione
attualmente vigente, all’indirizzo internet www.borsaitaliana.it/borsaitaliana/ufficio-stampa/comunicati-stampa/2006/codiceautodisciplina_pdf.htm - quanto alle best practice internazionali.
Il sistema di governo societario adottato da Enel, oltre a
costituire uno strumento essenziale per assicurare l’efficace gestione e il
valido controllo delle attività in ambito aziendale, è orientato:
- alla creazione di valore per gli azionisti;
- alla qualità del servizio ai clienti;
- al controllo dei rischi d’impresa;
- alla trasparenza nei confronti del mercato;
- al contemperamento degli interessi di tutte le componenti dell’azionariato, con particolare attenzione ai piccoli azionisti;
- alla consapevolezza della rilevanza sociale dell’attività in cui Enel è impegnata e della conseguente necessità di considerare adeguatamente, nel relativo svolgimento, tutti gli interessi coinvolti.
Le strutture di governance preposte al perseguimento di tali
obiettivi sono principalmente l’assemblea degli azionisti, il consiglio di amministrazione
ed i comitati con funzioni consultive e propositive costituiti al suo interno
(il Comitato per il Controllo Interno e il Comitato per le Remunerazioni), il presidente
e l’amministratore delegato, nonché il collegio sindacale di Enel S.p.A.
In particolare il Consiglio di Amministrazione della
Società riveste un ruolo centrale nell’ambito dell’organizzazione aziendale e
ad esso fanno capo le funzioni e la responsabilità degli indirizzi strategici
ed organizzativi, nonché la verifica dell’esistenza dei controlli necessari per
monitorare l’andamento della Società e del Gruppo.
In base alla legislazione vigente, tutti gli amministratori devono
risultare in possesso dei requisiti di onorabilità previsti per gli esponenti
aziendali di intermediari finanziari, nonché per i sindaci di società con
azioni quotate. Il consiglio di amministrazione si compone, inoltre, di
amministratori esecutivi e non esecutivi e, tra questi, sono stati individuati
i consiglieri in possesso dei requisiti di indipendenza contemplati dal Codice
di Autodisciplina delle società quotate nonché dei requisiti di indipendenza
previsti dalla legge (in particolare dal Testo Unico della Finanza) per i
sindaci delle società con azioni quotate.
Quanto alla posizione del Presidente del Consiglio
di Amministrazione, si segnala che egli ricopre un ruolo esecutivo in considerazione
dello specifico ruolo che il vigente assetto dei poteri gli riconosce con
riferimento alla elaborazione delle strategie aziendali, mentre non si riscontra
la titolarità di deleghe individuali di gestione in capo all’interessato.
La nomina dell’intero Consiglio di Amministrazione ha luogo
secondo il meccanismo del “voto di lista”, finalizzato a garantire una presenza
nell’organo di gestione di componenti designati dalle minoranze azionarie.
Ciascuna lista deve includere almeno due candidati in possesso dei requisiti di
indipendenza previsti dalla legge e un’esauriente informativa circa le
caratteristiche personali e professionali dei candidati – accompagnata dalla
indicazione dell’eventuale idoneità dei medesimi a qualificarsi come
indipendenti ai sensi di legge e/o del Codice di Autodisciplina delle società
quotate – forma oggetto di deposito presso la sede sociale unitamente alle
liste, nonché di tempestiva pubblicazione sul sito internet della Società e su
quello della Borsa Italiana.
Fin dal mese di gennaio 2000 il Consiglio di Amministrazione, al
fine di garantire un efficace svolgimento delle proprie funzioni, ha istituito
nel proprio ambito un comitato per le remunerazioni ed un comitato
per il controllo Interno, dotati di funzioni consultive e
propositive ed incaricati di trattare tematiche delicate e fonte di possibili
conflitti di interesse. Tali comitati sono composi da almeno 3 amministratori
non esecutivi, la maggioranza dei quali indipendenti.
Il compenso degli amministratori è stabilito in misura sufficiente
ad attrarre, trattenere e motivare consiglieri dotati delle qualità
professionali richieste per gestire con successo la Società. In tale ambito,
spetta al Comitato per le Remunerazioni adoperarsi affinché una parte
significativa della remunerazione degli amministratori esecutivi e dei
dirigenti con responsabilità strategiche sia legata ai risultati economici
conseguiti dalla Società e dal Gruppo, nonché al raggiungimento di obiettivi
specifici preventivamente indicati dal Consiglio di Amministrazione ovvero, nel
caso dei dirigenti di cui sopra, dall’amministratore delegato; ciò al fine di
allineare gli interessi di tali soggetti con il perseguimento dell’obiettivo
prioritario della creazione di valore per gli azionisti in un orizzonte di
medio-lungo periodo.
Si evidenzia in particolare che, per quanto riguarda la componente
variabile degli emolumenti di competenza del Vertice societario (in
particolare, per le posizioni del presidente e dell’amministratore
delegato/direttore generale, cui sono assegnati i medesimi obiettivi), gli
obiettivi del Gruppo individuati per l’esercizio 2009 (a ciascuno dei quali è
connesso un peso specifico) riguardano il raggiungimento dell’Ebitda
consolidato fissato dal budget, la riduzione dell’indebitamento finanziario
consolidato, il livello di soddisfazione dei clienti che abbiano aderito alle
offerte della controllata Enel Energia S.p.A., il margine dell’area
generazione, la sicurezza sui luoghi di lavoro e il processo di internazionalizzazione
del Gruppo (con particolare riferimento all’integrazione dei processi
gestionali tra Enel ed Endesa).
L’amministratore delegato/direttore generale risulta
inoltre, nella qualità di direttore generale, tra i destinatari dei piani di
incentivazione a lungo termine (stock option e, più di recente, restricted
share units) indirizzati alla dirigenza della Società e del Gruppo.
Nel corso dell’ultimo trimestre dell’esercizio 2009 il consiglio
di amministrazione, con l’assistenza di una società specializzata nel settore,
ha effettuato – e completato nel mese di febbraio 2010 – una valutazione della dimensione,
della composizione e del funzionamento del consiglio stesso e dei suoi comitati
(c.d. board review), in linea con le più evolute pratiche di Corporate Governance
diffuse all’estero e recepite dal Codice di Autodisciplina. Tale board review
fa seguito ad analoghe iniziative assunte dal Consiglio di Amministrazione nel
corso degli esercizi precedenti.
Nel corso del 2009 il Consiglio di Amministrazione si è occupato:
- in 9 riunioni di varie tematiche attinenti la corporate governance;
- in 1 riunione dell’aggiornamento del Modello organizzativo e gestionale di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231;
- in 3 riunioni di profili attinenti la CSR in generale (con particolare riferimento all’approvazione del Bilancio di Sostenibilità relativo all’esercizio 2008, all’aggiornamento del Codice Etico ed alla erogazione ad Enel Cuore Onlus di un contributo straordinario per il finanziamento dei progetti relativi al 2009).
Per una più completa informativa in particolare sul Consiglio di
Amministrazione e sui relativi comitati, sul collegio sindacale e sulle
assemblee si rinvia ai corrispondenti paragrafi della “Relazione sul governo
societario e gli assetti proprietari” allegata al Bilancio Consolidato 2009 a
pag 319.
I dati numerici riferibili alla Corporate Governance sono
riportati alla fine del capitolo alla pag. 73 di questo Bilancio.
Il sistema di controllo interno e l’attività del comitato per il controllo interno
In materia di
controllo interno la Società adotta un apposito sistema che ha lo scopo di
accertare l’adeguatezza dei diversi processi aziendali in termini di efficacia,
efficienza ed economicità; garantire l’affidabilità e la correttezza delle scritture
contabili e la salvaguardia del patrimonio aziendale e assicurare la conformità
degli adempimenti operativi alle normative interne ed esterne ed alle direttive
ed indirizzi aziendali aventi la finalità di garantire una sana ed efficiente
gestione.
La responsabilità dell’adozione di un adeguato sistema di
controllo interno, coerente con i modelli di riferimento e le best practice esistenti
in ambito nazionale ed internazionale, compete al Consiglio di Amministrazione,
che avvalendosi del Comitato per il Controllo Interno provvede a tal fine, tra
l’altro, a fissare le linee di indirizzo di tale sistema, in modo che i
principali rischi afferenti alla Società ed alle sue controllate risultino
correttamente identificati, nonché adeguatamente misurati, gestiti e
monitorati, verificando quindi la compatibilità di tali rischi con una sana e
corretta gestione dell’impresa. Si segnala al riguardo che nel mese di dicembre
2006 il Consiglio di Amministrazione ha preso atto dell’identificazione dei
principali rischi inerenti il Gruppo e dell’individuazione di appositi criteri
di misurazione, gestione e monitoraggio dei rischi stessi concordando circa la
compatibilità dei rischi medesimi con una sana e corretta gestione sociale. Nel
mese di febbraio 2008 il consiglio di amministrazione ha esaminato un
aggiornamento del risk assessment di Gruppo predisposto dalla funzione “Audit”
della Società.
Il Comitato per il Controllo Interno ha il compito di
assistere il Consiglio di Amministrazione, con funzioni istruttorie, nelle valutazioni
e decisioni relative al sistema di controllo interno, alla approvazione dei
bilanci e della relazione finanziaria semestrale ed ai rapporti tra la Società
ed il revisore esterno.
Nel corso del 2009 l’attività del Comitato per il Controllo
Interno si è concentrata anzitutto sulla valutazione del piano di lavoro
elaborato dal preposto al controllo interno, nonché dei risultati delle azioni
di audit svolte nel corso dell’anno precedente e del contenuto della lettera di
suggerimenti predisposta dalla Società di revisione con riguardo all’esercizio
di competenza.
Durante il periodo di riferimento il Comitato ha inoltre condiviso
i contenuti di un’apposita procedura intesa a disciplinare l’affidamento di
incarichi alle società di revisione che operano nell’ambito del Gruppo
(esprimendo al riguardo parere favorevole, per quanto di propria competenza,
circa l’affidamento di alcuni specifici incarichi aggiuntivi al revisore
principale di Gruppo) ed ha esaminato gli effetti delle novità legislative e
dei nuovi standard contabili internazionali sul bilancio consolidato di Gruppo.
Il Comitato ha altresì esercitato nel corso del 2009 la propria
supervisione circa l’elaborazione del Bilancio di Sostenibilità relativo all’esercizio
2008 (successivamente approvato da parte del Consiglio di Amministrazione e
quindi presentato all’Assemblea degli Azionisti) e della versione aggiornata
del Codice Etico, ha monitorato l’osservanza del Modello Organizzativo e
Gestionale (occupandosi anche dell’aggiornamento del Modello stesso), ha
esaminato alcune operazioni con parti correlate (avendo ricevuto ampia
informativa circa i contenuti del secondo documento di consultazione pubblicato
da parte della Consob in materia ed avendo condiviso le osservazioni elaborate
e formalizzate al riguardo da parte dei competenti uffici della Società) ed ha
formulato, per quanto di propria competenza, una valutazione positiva circa l’adeguatezza,
l’efficacia e l’effettivo funzionamento del sistema di controllo interno nel
corso dell’esercizio precedente.
Il Comitato ha infine monitorato circa il permanente rispetto nell’ambito
del Gruppo della normativa in materia di trasparenza contabile, di adeguatezza
della struttura organizzativa e del sistema dei controlli interni delle società
controllate costituite e regolate dalla legge di Stati non appartenenti all’Unione
Europea.
Si segnala che nel mese di febbraio 2010 il Consiglio di
Amministrazione ha espressamente attribuito al Comitato per il Controllo
Interno il compito aggiuntivo di valutare l’adeguatezza dell’impegno dedicato
dal Gruppo ai temi della Responsabilità Sociale d’Impresa, nonché la
completezza e la trasparenza dell’informativa fornita al riguardo attraverso il
Bilancio di Sostenibilità.
Codice Etico
La consapevolezza dei
risvolti sociali e ambientali che accompagnano le attività svolte dal Gruppo,
unitamente alla considerazione dell’importanza rivestita tanto da un approccio
cooperativo con gli stakeholder quanto dalla buona reputazione
del Gruppo stesso (sia nei rapporti interni che verso l’esterno), hanno
ispirato la stesura del Codice Etico di Gruppo, approvato dal Consiglio di Amministrazione
della Società nel corso del 2002 ed aggiornato, da ultimo, nel settembre 2009 e
che nel 2010 verrà adottato anche da Endesa.
Il Codice Etico si applica a Enel SpA e alle Società da essa controllate,
in Italia e all’estero, ed è conseguentemente vincolante per i comportamenti di
tutti i relativi collaboratori.
Tale Codice esprime gli impegni e le responsabilità etiche nella
conduzione degli affari, regolando e uniformando i comportamenti aziendali su
standard improntati alla massima trasparenza e correttezza verso tutti gli
stakeholder.
Per una più completa descrizione del Codice Etico si rimanda alla
Disclosure on Management Approach all’interno degli indicatori di performance
sui Diritti Umani alla pag. 233 di questo Bilancio.
Modello organizzativo e gestionale
Nel mese di luglio
2002 il Consiglio di Amministrazione della Società ha approvato un Modello
Organizzativo e Gestionale rispondente ai requisiti del decreto legislativo 8
giugno 2001, n. 231, che ha introdotto nell’ordinamento giuridico italiano un
regime di responsabilità amministrativa (ma di fatto penale) a carico delle
società per alcune tipologie di reati commessi dai relativi amministratori, dirigenti
o dipendenti nell’interesse o a vantaggio delle società stesse.
Tale modello – che è stato oggetto, nel corso degli anni, di
aggiornamenti e integrazioni al fine di tenere conto dell’esperienza
applicativa maturata, delle pronunce giurisprudenziali e degli aggiornamenti
normativi intervenuti - è coerente nei contenuti con quanto disposto dalle
linee guida elaborate in materia da associazioni di categoria e con la best
practice statunitense e rappresenta un ulteriore passo verso il rigore, la
trasparenza e il senso di responsabilità nei rapporti interni e con il mondo
esterno, offrendo al contempo agli azionisti adeguate garanzie di una gestione
efficiente e corretta.
Il modello in questione – concepito quale strumento da adottare da
parte di tutte le società italiane del Gruppo – si compone di una “parte
generale” (in cui vengono descritti, tra l’altro, i contenuti del decreto
legislativo n. 231/2001, gli obiettivi e il funzionamento del modello, i
compiti dell’organo di controllo chiamato a vigilare sul funzionamento e l’osservanza
del modello stesso e di curare il suo aggiornamento, i flussi informativi, il
regime sanzionatorio) e di distinte “parti speciali”, concernenti le diverse
tipologie di reati previsti dal decreto legislativo n. 231/2001 e che il modello
stesso intende prevenire.
Il compito di vigilare sul funzionamento e sull’osservanza del
modello e di curarne il relativo aggiornamento è affidato ad un organo di
controllo che in Enel S.p.A. ha natura collegiale e i cui componenti sono
dotati di specifiche competenze professionali in merito all’applicazione del
modello e non sono direttamente coinvolti in attività operative.
Nel corso del 2009 l’organo di controllo ha vigilato sul
funzionamento e sull’osservanza del modello e ha promosso – nell’ambito delle
consuete iniziative formative necessarie a garantire un costante aggiornamento
dei dipendenti sui contenuti del modello stesso – un apposito evento di
formazione dedicato al tema della prevenzione degli infortuni sul lavoro.
Piano “Tolleranza Zero alla Corruzione”
Nel mese di giugno
2006 il Consiglio di Amministrazione della Società ha approvato l’adozione del
piano di “Tolleranza Zero alla Corruzione - TZC”, al fine di sostanziare l’adesione
di Enel al Global Compact (programma d’azione promosso dall’ONU nel 2000) e al
PACI – Partnership Against Corruption Initiative (iniziativa sponsorizzata dal
World Economic Forum di Davos nel 2005).
Il piano TZC non sostituisce né si sovrappone al Codice Etico e al
Modello Organizzativo e Gestionale, ma rappresenta un approfondimento relativo
al tema della corruzione inteso a recepire una serie di raccomandazioni per l’implementazione
dei princípi formulati in materia da Transparency International.
Si rimanda alla rendicontazione sul piano TZC nel paragrafo
relativo alla Corruzione, all’interno del capitolo degli indicatori di
performance sulla società SO.
Coinvolgimento degli stakeholder
Sono considerati
stakeholder di Enel quelle categorie di individui, gruppi o istituzioni il cui
apporto è richiesto per realizzare la missione di Enel o che hanno comunque un
interesse in gioco nel suo perseguimento; in particolare coloro che compiono
investimenti connessi alle attività di Enel: in primo luogo gli azionisti
e, quindi, i collaboratori, i clienti, i fornitori e i partner d’affari. In
senso allargato sono inoltre stakeholder tutti quei singoli o gruppi, nonché le
organizzazioni e istituzioni che li rappresentano, i cui interessi sono
influenzati dagli effetti diretti e indiretti delle attività di Enel: rientrano
in quest’ambito le comunità locali e nazionali in cui Enel opera, le
associazioni ambientaliste, le generazioni future ecc.
Il core business determina l’identificazione degli
stakeholder di Enel e dei loro interessi, la tipologia delle iniziative
promosse nei loro confronti è frutto dell’ascolto proattivo delle loro istanze,
negli assidui momenti di scambio e verifica attuati all’interno dell’Azienda
dalle unità preposte alla cura dei rapporti con gli specifici interlocutori al
fine di superare pregiudizi e disallineamenti informativi in un’ottica di
stakeholder engagement.
Per citare alcuni esempi, l’unità Investor Relations gestisce, con
modalità dedicate, i rapporti sia con analisti e investitori istituzionali sia
con investitori retail, attraverso incontri ufficiali, road show e il sito web,
e insieme all’unità CSR e Rapporti con le Associazioni, si occupa delle
relazioni con gli investitori etici.
Nell’ambito della Direzione Personale e Organizzazione, viene
curato il rilievo delle istanze dei dipendenti attraverso incontri ad hoc e
tramite l’analisi di clima; le rappresentanze sindacali intrattengono inoltre
rapporti costanti con l’unità Relazioni Industriali. Partecipazione ed
engagement del “cittadino” Enel vengono promossi grazie alle attività dell’Unità
Comunicazione Interna, presso la Direzione Relazioni Esterne, con l’obiettivo
di favorire l’integrazione attraverso metodologie e strumenti innovativi: nel
2009, ad esempio, sono state avviate le attività per l’implementazione della
nuova intranet globale. Per quanto riguarda i clienti, la Divisione Mercato di
Enel rileva sistematicamente la loro soddisfazione e le istanze espresse,
attraverso i tradizionali strumenti del CRM e i risultati mensili dell’indagine
di Customer Satisfaction che, integrati con l’analisi dei reclami, consentono
di monitorare la percezione del servizio da parte dei consumatori. Inoltre Enel
ha sviluppato uno strumento online per la conciliazione riservato ai clienti
elettrici e gas, prima fra le Società di utilities europee. Il rapporto con i
fornitori è gestito dalla Direzione Acquisti e Servizi e i momenti di ascolto
si concentrano soprattutto nella pianificazione e realizzazione degli incontri
di formazione organizzati da Enel, soprattutto in tema di sicurezza. Le
relazioni con le istituzioni sono gestite a livello locale, nazionale per
ciascun Paese e internazionale attraverso le Unità Affari Istituzionali, Affari
Istituzionali Internazionali, Relazioni Esterne Territoriali e Confindustria,
ispirandosi alle linee guida indicate dalla Direzione Relazioni Esterne. Il
peso crescente delle associazioni nella vita pubblica trova un riscontro nell’Unità
CSR e Rapporti con le Associazioni, che gestisce i rapporti con consumatori,
ambientalisti, PMI e associazioni di enti locali, promuovendo tavoli di lavoro
e sviluppando una progettualità condivisa finalizzata ad attivare iniziative di
informazione, comunicazione e sensibilizzazione. Il confronto con la collettività
si articola su diversi livelli: in particolare, l’Unità Grandi Progetti Infrastrutturali
dialoga con le comunità interessate dalla realizzazione di significativi
interventi industriali sul territorio. Più in generale, la Direzione Relazioni
Esterne, in particolare l’Unità Comunicazione Istituzionale e Stakeholders, si
confronta costantemente con le comunità, impegnandosi per la crescita e lo
sviluppo dei territori attraverso il sostegno ad attività divulgative, sociali,
culturali e sportive. Enel sente la responsabilità di lasciare un mondo migliore
alle generazioni future: per questo, le unità Ricerca e Innovazione e Ambiente si
impegnano nello sviluppo di tecnologie innovative per la sostenibilità
ambientale dell’energia.
Sulla
base del nostro Piano Industriale e degli elementi rilevanti emersi da queste
attività di ascolto e dialogo con gli stakeholder, abbiamo rielaborato il nostro
Piano di Sostenibilità in un’ottica stakeholder oriented individuando specifici
obiettivi e linee di azione (rispondenza) che saranno monitorate periodicamente.


