L’accordo CAE
Con
la prima riunione ordinaria tenutasi dal 10 al 12 Giugno 2009 ha preso avvio l’attività
di informazione e consultazione dei lavoratori a livello europeo in Enel. Si è
trattato della prima concreta applicazione dell’Accordo costitutivo CAE (Comitato
Aziendale Europeo) del 5 dicembre 2008, che rappresenta un passo importante sul
piano delle relazioni industriali in conseguenza dell’accresciuta dimensione
internazionale del Gruppo.
Nel
corso della riunione, oltre all’adempimento della nomina del Comitato Ristretto
(un componente per ogni Paese), sono stati toccati diversi temi ritenuti strategici
e aventi carattere transnazionale: oltre all’illustrazione dei dati di Bilancio
e delle linee del Piano Industriale 2009-2013, i componenti del CAE hanno
ricevuto informativa riguardo l’andamento dell’indagine di clima svoltasi nel
2008 e le azioni che ne sono conseguite. Infine, hanno formato oggetto di informazione
e consultazione i contenuti del Bilancio di Sostenibilità 2008 e la panoramica
dei dati e delle azioni in campo di salute e sicurezza sul lavoro.
Questo
primo incontro, oltre che costituire una sorta di “rodaggio” dei meccanismi di
informazione e consultazione transnazionale, ha visto anche la condivisione di Azienda
e sindacati sui lineamenti dell’azione formativa per i componenti del CAE, che
costituisce uno dei punti qualificanti dell’Accordo: nel corso del 2009 è stato
previsto un modulo individuale di formazione linguistica in inglese volto a consolidare
abilità e competenze necessarie a creare un linguaggio comune di lavoro per i
membri del CAE. Su questa traccia si inserisce anche l’elaborazione e la
presentazione di un progetto congiunto Azienda e CAE finanziato dalla UE sui contenuti
di dialogo sociale e ruolo dei Comitati Aziendali Europei, presentato nel corso
della prima riunione e successivamente approvato dalla DG Employment a novembre
2009 (a valle della prima riunione del Comitato di Pilotaggio; le fasi successive
del progetto sono in programma a partire dalla primavera 2010).
A
seguito del primo incontro l’Azienda, ai sensi dell’Accordo e d’intesa con il Coordinatore
di parte sindacale, ha redatto un verbale d’incontro in italiano e in inglese,
poi tradotto nelle varie lingue e quindi inviato ai componenti del CAE, oltre
che alle Direzioni del Personale dei Paesi interessati, al fine di agevolare la
diffusione dei contenuti dell’incontro tra le Organizzazioni sindacali e i
lavoratori interessati.
L’attività
ordinaria del CAE è quindi proseguita con l’incontro del Comitato Ristretto del
30 luglio, occasione per la sigla della versione definitiva del verbale della
prima riunione ordinaria e per l’aggiornamento della situazione relativa alle consistenze
dei Paesi membri: il totale consolidamento di Endesa ha, infatti, portato a 4 i
membri spagnoli effettivi e a 21 quelli totali.
La
seconda riunione ordinaria dal 4 al 6 novembre 2009, comprensiva di un incontro
del Comitato Ristretto, si è incentrata sugli interventi relativi ai dati
finanziari di Gruppo aggiornati al terzo trimestre, su una panoramica della
Divisione Energie Rinnovabili e sull’International Safety Week. In chiusura è
stato presentato uno studio in tema di “green jobs” di ADAPT ed Enel Green
Power, nonché delineato un “percorso” di lavoro per il 2010 in tema di CSR,
sull’elaborazione e la discussione di un CSR Agreement di Gruppo, sulla base e
nel quadro dei principi del Nuovo Codice Etico Enel, ampliato al perimetro
internazionale del Gruppo.
In
data 27
aprile 2009, con la firma del Protocollo sulla Responsabilità Sociale d’Impresa
e dell’accordo sull’Osservatorio Politiche Industriali, Ambientali e
Occupazionali, Enel e le organizzazioni sindacali italiane confederali e di categoria hanno completato
un lungo percorso di confronto e condivisione di principi comuni in tema di
sviluppo sostenibile.
Da
un punto di vista aziendale, la firma del Protocollo costituisce un ulteriore e
importante tassello di un sistema compiuto ed integrato di Responsabilità
Sociale d’Impresa (RSI- CSR), di cui le Parti recepiscono nel testo la
definizione formulata nel Libro Verde della Commissione europea del luglio
2001: “integrazione
volontaria da parte delle imprese delle preoccupazioni sociali ed ambientali
nelle loro attività commerciali e nelle loro relazioni con le Parti interessate
(stakeholder)”.
La cornice di tale sistema può identificarsi per Enel nei principi contenuti
nel suo Codice Etico, che vengono tradotti ed attuati nei programmi e nelle
strategie del Piano di Sostenibilità, coordinato con il Piano Industriale; i risultati
raggiunti vengono annualmente certificati ed illustrati nel Bilancio di
Sostenibilità.
Sotto
il profilo delle relazioni industriali, i due accordi si inseriscono in una tradizione
di coinvolgimento e di confronto costante, che ha portato Enel e le organizzazioni
sindacali a condividere e sostenere un modello di crescita aziendale che
coniughi la creazione di valore e l’attenzione ai suoi effetti economici,
sociali ed ambientali.
Il
sistema di relazioni industriali in Enel si pone, così, l’obiettivo di
continuare a rappresentare un agente che contribuisce a rafforzare l’identità
stessa di Enel e ad accompagnarne la crescita competitiva, anche attraverso il
perseguimento degli obiettivi di RSI - CSR.
Tra
i principi enunciati nel Protocollo va segnalata l’importanza di interventi
volti alla promozione
di politiche aziendali di RSI - CSR, a partire dall’interno dei problemi del
lavoro e verso un’affermazione costante della centralità della persona,
rilanciando quale via di sviluppo e crescita la “competitività responsabile”.
Nel
quadro così delineato, una della principali finalità del Protocollo può individuarsi,
quindi, nella conferma del “valore” della persona, nella sfera dei suoi
interessi individuali e collettivi: diritti umani, rispetto dell’ambiente,
salute e sicurezza sul lavoro, formazione e pari opportunità.
Va
sottolineata la condivisione
dei principi in tema di diritti fondamentali dei lavoratori e l’impegno a rispettarli,
promuoverli e realizzarli in tutti i Paesi in cui Enel opera. L’individuazione
dei principi si ispira ai contenuti della Dichiarazione tripartita dell’Ufficio
Internazionale del Lavoro (ILO) in tema di occupazione, formazione, condizioni
di vita e di lavoro e relazioni industriali e ad alcune Convenzioni ILO su
libertà di associazione e sindacale, divieto di lavoro forzato e di lavoro
minorile, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Le
Parti hanno poi colto l’occasione per rilanciare, coerentemente con il valore riconosciuto
alla formazione delle risorse umane anche nel Codice Etico di Enel, il ruolo e
l’operatività della “Commissione paritetica sulla formazione e l’impiegabilità”
come sede per sviluppare e potenziare quel modello di “bilateralità nella
formazione” già prefigurato nel Contratto di settore.
Un
importante riflesso operativo è stato, a dicembre 2009, l’accordo quadro nazionale
su Fondimpresa, fondo interprofessionale dedicato alla formazione dei lavoratori
sulla base di progetti condivisi dalle Parti Sociali, che ha ridenominato e accresciuto
di nuovi compiti la “Commissione Bilaterale Enel sulla Formazione”.
L’Osservatorio
sulle Politiche Industriali, Ambientali e Occupazionali, organo paritetico
formato da rappresentanti di Azienda e organizzazioni sindacali, costituisce
una sede privilegiata di relazione tra impresa e sindacato sulle scelte strategiche
di tipo industriale, ambientale ed occupazionale che Enel intende perseguire.
Saranno
oggetto di esame e di scambio di informazioni le questioni relative alla sicurezza
delle fonti di approvvigionamento, alla liberalizzazione del settore, alla tutela
dell’ambiente e allo sviluppo della politica industriale dell’Azienda, nonché le
azioni ed i programmi discendenti dall’applicazione del Protocollo sulla responsabilità
sociale.
L’Osservatorio
promuoverà iniziative di studio e di ricerca nei campi indicati valutando la
possibilità di raccordarsi con le iniziative presenti a livello comunitario,
nazionale e locale.
Esso
vuole rappresentare, attraverso la bilateralità, un primo strumento di aggregazione
e di costruzione di “consenso” per l’attuazione delle politiche aziendali sul
territorio, che potrebbe aprire la strada allo sviluppo su basi analoghe di un
possibile Osservatorio dell’Energia, in cui le Parti Sociali si confrontino in
termini di politica generale con le Istituzioni.
In Italia, nel corso del 2009 ha
preso avvio l’attività concreta dell’Osservatorio, con le prime due riunioni
nazionali (seguite dalle fasi territoriali di confronto anche con le
Istituzioni amministrative) dedicate al Piano di Investimenti della Divisione
Infrastrutture e Reti e alla filiera carbone della Divisione Generazione ed Energy
Managment, con focus particolare sulla situazione di Brindisi.


