Progetto Intangibilità
1. Obiettivi
Nel corso del 2008
Enel, ha avviato un progetto denominato intangibility, per definire un
framework concettuale sullo studio delle relazioni tra strategie di
sostenibilità e capitale intangibile del Gruppo Enel. Il progetto è condotto
con il Dipartimento di Diritto ed Economia delle Attività Produttive della
Sapienza Università di Roma, il Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali
dell’Università LUISS Guido Carli e in collaborazione con KPMG(1).
Nell’ambito di tale quadro concettuale, il gruppo di lavoro ha
analizzato le interdipendenze di specifici progetti e attività, in attuazione
del Piano di Sostenibilità di Enel, con i diversi componenti in cui può essere
suddiviso il capitale intangibile (capitale umano, capitale strutturale e capitale
relazionale).
Uno degli obiettivi principali della ricerca è l’individuazione di
un insieme di indicatori quantitativi che misurino il livello di
interdipendenza tra i progetti/attività i diversi componenti del capitale
intangibile e l’efficacia di tali progetti/attività in termini di impatto
potenziale sul valore del capitale intangibile di Enel.
2.
Approccio metodologico
Il gruppo di lavoro
ha seguito un approccio metodologico di tipo induttivo sullo studio delle
interdipendenze tra azioni risultanti dal Piano di Sostenibilità e capitale
intangibile.
In pratica, sono state anzitutto individuate le aree funzionali a
cui il Piano di Sostenibilità affida la realizzazione di determinati obiettivi.
In seguito sono stati esaminati, con il supporto delle competenti unità
di Enel, alcuni progetti/attività coerenti con gli obiettivi previsti dal Piano
di Sostenibilità. Ciascun progetto/attività è stato analizzato dal gruppo di
lavoro al fine di individuare e descrivere l’eventuale interdipendenza con le
diverse componenti del capitale intangibile.
Le interdipendenze rilevate sono state studiate dal punto di vista
qualitativo e, quando possibile, misurate con opportuni indicatori quantitativi.
3. Un esempio: l’impatto delle azioni di csr sul capitale
relazionale
I progetti e le
azioni rientranti nella politica di CSR possono generare effetti rilevanti sul
capitale relazionale dell’azienda e in particolare su ciascuna delle tre
componenti in cui esso si articola: i) rete di relazioni; ii) fiducia; iii)
capacità di gestire relazioni.
Le azioni di CSR che coinvolgono stakeholders esterni implicano
per loro natura lo sviluppo di interazioni intense, ripetute nel tempo e basate
sulla reciproca collaborazione. Esse, di conseguenza, favoriscono il
rafforzamento del sistema di relazioni dell’impresa che le pone in essere.
La collaborazione nella realizzazione di azioni di CSR da evidenza
dell’impegno di tutti gli attori coinvolti nel perseguire finalità di interesse
generale; in questo senso, sviluppa una reciproca fiducia tra i soggetti
coinvolti, nonostante gli stessi possano avere obiettivi individuali diversi, e
a prescindere dall’esistenza di precedenti relazioni rilevanti.
La progettazione, negoziazione e realizzazione di attività di CSR
richiede e comunque sviluppa nelle persone direttamente coinvolte competenze
relazionali ampie e sofisticate. Attraverso un processo di learning by doing,
le pratiche di CSR favoriscono, quindi, l’acquisizione di specifiche capacità
di gestione dei rapporti con soggetti esterni che possono diventare patrimonio
rilevante in molti ambiti del sistema aziendale.
È essenziale precisare che la consistenza degli effetti delle
iniziative di CSR sul capitale relazionale è direttamente e significativamente
correlata all’ampiezza dell’orizzonte temporale in cui tali iniziative sono
costantemente attuate.
Mentre nell’immediato i risultati sono normalmente modesti, nel
medio termine, tendono ad avere consistenza crescente.
(1) La partecipazione di KPMG all’attività del gruppo di lavoro è finalizzata alla prospettiva di doverne verificare i risultati pubblicati nel Bilancio di Sostenibilità 2009.
3.1 Il caso del progetto “Conciliazione”
Il progetto ha predisposto le condizioni affinché tutti i clienti
residenziali possano, con la massima facilità, ricorrere alla “conciliazione”
per risolvere tutte le controversi con ENEL su questioni relative alla
fornitura di energia elettrica e di gas(2).
3.1.1 Indicatori degli effetti sul capitale relazionale
a) Sistema di relazioni – effetti qualitativi o non attualmente misurabili quantitativamente
| N. interlocutori diretti (*) coinvolti stabilmente/N. totale interlocutori diretti | 100% |
|---|---|
| N. clienti domestici che possono accedere al servizio (**) | 100% |
| N. anni di attuazione ininterrotta del progetto (***) |
Note:
(*) In questo progetto di “interlocutori diretti” sono le associazioni dei consumatori
(**) Tutti i clienti domestici 28,2mil su 32,5 mil totale clienti ESE ed EE (non hanno ancora accesso alla conciliazione i clienti business)
(***) Il progetto è stato formalizzato nel 2006
Benefici per gli interlocutori diretti di ENEL nella realizzazione
del progetto: i) aver raggiunto un risultato concreto e visibile per i propri
associati, aumentando così la credibilità presso di loro; ii) rafforzamento del
loro ruolo e del loro network territoriale, della percezione presso le altre
istituzioni e il pubblico in generale come attori sociali con capacità di
risoluzione e realizzativa in chiave “positiva” a vantaggio dei cittadini; iii)
possibilità di accedere a finanziamenti resi disponibili dall’Autorità per l’energia
elettrica e il gas per la formazione del proprio personale e l’informazione verso
i consumatori sulla conciliazione.
Benefici diretti per ENEL: i) rafforzamento della reputazione come
azienda che cerca e rende concreta una relazione amichevole e proattiva con i
propri clienti anche nelle questioni controverse; ii) consolidamento e
diffusione capillare della cultura d’impresa focalizzata sui clienti e
conseguente riduzione dei costi di gestione del contenzioso con i clienti.
b) Fiducia condivisa – effetti qualitativi o non attualmente
misurabili quantitativamente
Il forte
coinvolgimento di ENEL e di tutto il sistema delle associazioni dei consumatori
nella ideazione e attuazione del progetto rende l’impegno dei vari
interlocutori un fattore moltiplicatore della capacità di costruire una
relazione sempre più basata sulla fiducia condivisa.
La comunicazione del progetto è stata gestita da ENEL insieme alle
associazioni dei consumatori. Questa collaborazione presuppone la reciproca
disponibilità dei soggetti ad associare i rispettivi marchi e ad essere percepiti
come attori integrati nella realizzazione di obiettivi di rilievo sociale.
c) Capacità relazionale – effetti qualitativi o non
attualmente misurabili quantitativamente
Il coinvolgimento
attivo di tutte le associazioni di rappresentanza dei consumatori testimonia la
capacità relazionale di ENEL sotto due profili: capacità di co – progettazione
di iniziative che rispondano ad interessi sociali, essendo coerenti con le
strategie aziendali; capacità di comprendere esigenze rilevanti di una certa
categoria di interlocutori esterni e di sensibilizzare i decisori aziendali
sulla loro realizzazione.
4. Intangibility matrix
Il gruppo di lavoro
ha elaborato una matrice (“intangibility matrix”) che, nella fase applicativa
tuttora in corso, consentirà di mappare i progetti e le attività risultanti
dall’attuazione del Piano di Sostenibilità in funzione sia dell’interdipendenza
con il capitale intangibile (alta, media, bassa) e sia della rilevanza in tema
di Sostenibilità (alta, media, bassa).
La matrice intende rappresentare uno strumento innovativo di controllo
manageriale e di autovalutazione delle azioni di sostenibilità di Enel.
Alla data di redazione del presente documento è in fase di condivisione
con il management di Enel il processo di formazione della matrice.

(2) Gestione della riduzione della potenza


