EC2 - Implicazioni finanziarie e altri rischi e opportunità per le attività dell’organizzazione dovuti ai cambiamenti climatici
La
lotta ai cambiamenti climatici influenza significativamente le attività del Gruppo
ed è da anni un tema entrato a pieno titolo nelle strategie aziendali e destinato
a intensificarsi nei prossimi anni (è attualmente in corso un processo negoziale
per definire le politiche internazionali sul clima dopo il 2012). Nel luglio 2009 Enel,
coinvolgendo anche Endesa, ha avviato un processo di valutazione strategica per
analizzare l’efficacia delle misure che il Gruppo ha adottato per affrontare le
conseguenze attuali e future dei cambiamenti climatici. Il processo, conclusosi nel
dicembre 2009, ha previsto la definizione di scenari alternativi relativi all’evoluzione
delle politiche sui cambiamenti climatici nei prossimi anni e l’analisi dei
relativi impatti. Questo ha consentito di sviluppare alcune opzioni strategiche
che il Gruppo prenderà in considerazione in fase di realizzazione del Piano
Industriale.
I
principali rischi attualmente indotti dai cambiamenti climatici sul Gruppo sono
di natura regolatoria e riguardano in particolar modo la possibilità che il
parco di generazione non soddisfi le prescrizioni normative relative alle
emissioni di gas serra in atmosfera. Questo aspetto riguarda, in particolar
modo, il parco termoelettrico europeo sottoposto all’Emissions Trading Scheme
(European Union Greenhouse Gas Emission Trading System - EU ETS), previsto
dalla regolamentazione comunitaria derivante dal Protocollo di Kyoto. Il Gruppo
tuttavia ha acquisito, a partire dal 2005, una solida esperienza nell’ETS e
gestisce il rischio con una strategia che permette di minimizzarne gli impatti.
La
strategia si basa, innanzitutto, sul continuo controllo dei livelli di
emissione e un corrispondente adattamento del portafoglio agli strumenti di
compliance disponibili, in particolare “allowances” EU ETS e crediti Clean
Development Mechanism (CDM) allo scopo di investire nelle opportunità che, a
parità di obiettivo ambientale, presentano il minor costo.
A
proposito di CDM, va ricordato che Enel, insieme ad Endesa, rappresenta uno dei
maggiori player internazionali di questo meccanismo, che consente di compensare
le proprie emissioni attraverso progetti di riduzione delle emissioni nei Paesi
in Via di Sviluppo. Il portafoglio dei progetti Enel Endesa ammonta a oltre 100
progetti che, si stima, permetteranno di evitare emissioni in atmosfera per un
potenziale di circa 200 milioni di tonnellate di CO2 nel 2020.
Inoltre,
in termini di gestione e miglioramento del parco impianti, la strategia si fonda
sul continuo impegno per l’aumento dell’efficienza (si veda indicatore EN5 a
pag 118 di questo Bilancio), sulla diversificazione del mix di produzione a
favore delle fonti rinnovabili e di altre tecnologie a zero o basse emissioni.
L’impegno
a favore delle fonti rinnovabili è testimoniato dal fatto che Enel ha dato vita
ad nuova società interamente dedicata a queste fonti, Enel Green Power con 4.800 MW di capacità
installata in Europa e nel continente Americano, produzione annuale superiore a
18,9 TWh. Enel Green Power sarà quotata presso le borse di Milano e Madrid, e
le sue partecipazioni di minoranza saranno messe a disposizione sui mercati tra
il 2010 e il 2011.
Considerando,
inoltre, il contributo dei grandi impianti idroelettrici e degli impianti
controllati da altre Società del Gruppo, come Enel Produzione in Italia, Endesa
e le sue controllate in Europa e America Latina e Slovenské elektrárne in Slovacchia,
oggi Enel può contare su oltre 38.365 MW di potenza installata rinnovabile in
tutto il mondo.
Dal
punto di vista dello sviluppo delle tecnologie a basse emissioni, va ricordato che
Enel è tra
le utility capofila a livello mondiale nella sperimentazione della tecnologia
Carbon Capture and geological Storage (CCS) per la cattura e il sequestro delle emissioni di CO2 applicata, in particolare,
ai fumi di scarico delle centrali a carbone. Il Gruppo ha inoltre una posizione
di leadership tecnologica per le attività di sviluppo delle reti intelligenti (Smart
grids).
L’impegno,
sia sul fronte delle fonti rinnovabili che dell’innovazione, rappresenta per
Enel un investimento in competitività dal momento che le consente di cogliere i
benefici legati allo sviluppo della cosiddetta “green economy”. Queste attività
vanno pertanto annoverate tra le azioni che il Gruppo mette in atto allo scopo
di trarre vantaggio dalle opportunità offerte dalle politiche sui cambiamenti
climatici, in aggiunta alla gestione dei rischi associati.
A
completamento dell’analisi dei rischi regolatori si aggiunge che il Gruppo è costantemente
impegnato nel soddisfare tutti gli obblighi normativi che, alla stregua di
quelli legati al controllo delle emissioni, possono riguardare le attività nei
vari Paesi in cui sono localizzate. In Italia, per esempio, Enel gestisce costantemente,
con il criterio della minimizzazione dei costi, il rispetto degli obblighi in
capo rispettivamente ai distributori, per quanto riguarda l’efficienza dei
consumi finali (sistema dei certificati bianchi) ed ai produttori, per quanto riguarda
la quota di energia elettrica da fonte rinnovabile che deve essere immessa ogni
anno in rete (sistema dei certificati verdi).
Ulteriori
rischi dovuti al cambiamento climatico per il Gruppo riguardano gli effetti di
tipo fisico cui sono sottoposti gli impianti. La riduzione delle precipitazioni,
per esempio, può causare mancata produzione da impianti idroelettrici mentre l’aumento
della temperatura può interferire con l’efficacia dei sistemi di raffreddamento
degli impianti termoelettrici. Questi rischi, allo stato attuale, hanno un’occorrenza
occasionale e per questo motivo non si dispone di una casistica dettagliata e
di maggiori informazioni.
Sui
temi dell’emission trading e le sue implicazioni finanziarie si veda inoltre l’indicatore
EU5 a pag 50.


