EN30 - Spese e investimenti per la protezione dell’ambiente, suddivise per tipologia

Le spese ambientali sono rilevate secondo un sistema di classificazione ispirato ai criteri Eurostat/Istat secondo il quale, sono considerate “spese per la protezione dell’ambiente” le spese per attività e azioni di prevenzione e riduzione dei fenomeni di inquinamento e degrado ambientale nonché di ripristino della qualità dell’ambiente, a prescindere dalla ragione che le determina (provvedimento normativo, convenzione con ente locale, decisione aziendale ecc.). Sono escluse le spese sostenute per limitare l’utilizzazione di risorse naturali, come anche le spese per attività che, pur esercitando un impatto favorevole sull’ambiente, sono effettuate per perseguire altri scopi principali, quali igiene e sicurezza dell’ambiente di lavoro. Il termine “spesa” è sempre inteso in senso algebrico, potendosi trattare anche di ricavi, come in alcuni casi di conferimento di rifiuti per recupero.

L’impegno finanziario per protezione ambientale per il Gruppo Enel nel 2009, è stato pari a:

  • 194 milioni di euro per gli investimenti;
  • 395 milioni di euro per le spese correnti.

Nello specifico, gli investimenti in materia ambientali nelle varie Divisioni sono riportati di seguito.

  • Nella Divisione Generazione ed Energy Management gli investimenti ambientali sono stati pari a circa 47 milioni di euro.
  • Nella Divisione Infrastrutture e Reti ha investito per la protezione dell’ambiente, sono stati investiti circa 40 milioni di euro. Sono stati spesi circa 3 milioni di euro per lo smaltimento di apparecchiature contenenti PCB e circa 27 milioni di euro per la trasformazione delle linee con conduttori nudi in linee con conduttori in cavo isolato (cavizzazione). Rispetto al 2008 (65 milioni di euro) si riscontra una diminuzione degli investimenti ambientali che è dovuta alla riduzione dello smaltimento delle apparecchiature con PCB in quanto la maggior parte dell’attività è stata svolta negli anni precedenti
  • Nella Divisione Internazionale gli investimenti per l’ambiente sono stati pari a 11 milioni di euro.
  • Nella Divisione Rinnovabili sono stati investiti per l’ambiente 16 milioni di euro.
  • Nella Divisione Iberia e America Latina l’investimento per l’ambiente è risultato pari a 81 milioni di euro. Gli scostamenti rispetto al 2008 (56 milioni di euro) sono essenzialmente dovuti al pieno consolidamento di Endesa avvenuto nel 2009 (mentre nel 2008 era pari al 67,05%).

Nella attività di produzione di energia elettrica le Divisioni del Gruppo Enel hanno investito sugli impianti termoelettrici esistenti attraverso:

  • significativi interventi sugli impianti di abbattimento delle emissioni di SO2, NOx e polveri (adeguamenti impiantistici per rispetto limiti di emissioni, ammodernamento dei desolforatori, denitrificatori, precipitatori elettrostatici e ammodernamento dei sistemi di abbattimento delle polveri in centrali a carbone);
  • installazione di nuovi bruciatori a bassa emissione di NOx;
  • revamping e bonifica di alcuni serbatoi per il deposito e la movimentazione dell’olio combustibile e interventi di potenziamento protezioni passive (bacini di contenimento parchi combustibili e antincendio);
  • rifacimento e ammodernamento dei sistemi di trattamento dei reflui (impianti di trattamento degli spurghi del desolforatore, di trattamento delle acque reflue, reti fognarie);
  • nuovi sistemi di monitoraggio e analisi fumi;
  • caratterizzazione, la progettazione e le bonifiche di siti inquinati;
  • il riassetto morfologico, idrografico e paesaggistico delle aree soggette a sfruttamento minerario;
  • bonifica di materiali contenenti amianto;
  • bonifica di oli e macchinari contenenti PCB:

Sugli impianti idroelettrici esistenti attraverso:

  • lavori di adeguamento delle vasche di raccolta olio dei trasformatori;
  • adeguamenti degli scarichi;
  • rimozione della melma dai bacini;
  • consolidamento di alcuni canali e dei versanti a rischio frane;
  • adeguamento e miglioramento dei sistemi di raccolta rifiuti di sgrigliatura;
  • insonorizzazione degli impianti, sostituzione degli alternatori rumorosi;
  • lavori di realizzazione delle infrastrutture di protezione a salvaguardia della fauna che vive nelle adiacenze degli impianti;
  • miglioramento dell’inserimento nell’ambiente degli impianti;
  • adeguamento delle opere di presa per il rilascio dei deflussi minimi;
  • realizzazione di scale di rimonta pesci;
  • sperimentazione del nuovo sistema di pulizia dei canali con microrganismi.

Le Divisioni Iberia ed America Latina, Infrastrutture e Reti ed Internazionale hanno investito sulla distribuzione di elettricità sia per gli impianti esistenti che per i nuovi, attraverso:

  • smaltimento di apparecchiature in PCB;
  • realizzazione di linee in cavo per la protezione della biodiversità e del paesaggio: per linee di Media Tensione (MT) e Bassa Tensione (BT), è considerata ambientale la parte degli investimenti realizzati in area a “bassa concentrazione” abitativa, come differenziale tra la soluzione in cavo e quella in conduttore nudo (MT) e tra la soluzione in cavo interrato e quella in cavo aereo (BT); per l’Alta Tensione (AT ) sono considerati ambientali tutti gli investimenti realizzati come differenziale tra la soluzione in cavo e quella in conduttore nudo.

Le spese correnti delle Divisioni del Gruppo Enel nel 2009 sono indicate di seguito.

  • La Divisione Generazione ed Energy Management ha speso 103 milioni di euro (224 nel 2008). La riduzione delle spese rispetto al 2008 è imputabile al drastico calo nell’uso di olio combustibile. Le spese sono infatti dovute a extracosti per combustibili, cioè, sostanzialmente, alla maggiore spesa sostenuta per l’impiego (obbligato da prescrizioni ambientali) di combustibili a ridotto tenore di zolfo in luogo di quelli utilizzabili in assenza dei vincoli ambientali che rendono necessario il ricorso a questa misura gestionale. La valutazione della maggiore spesa si basa sulla rilevazione, per ciascun impianto alimentabile a olio combustibile (o ad olio combustibile/gas naturale) della differenza tra l’eventuale costo sostenuto per l’olio combustibile a basso e bassissimo tenore di zolfo (o per il gas naturale) e quello di una corrispondente quantità di olio combustibile a medio tenore di zolfo.
  • Nella Divisione Iberia e America Latina l’impegno di spesa corrente per l’ambiente è risultato pari a 76 milioni di euro (41 nel 2008). Gli scostamenti in questo caso sono essenzialmente imputabili al consolidamento totale di Endesa nel 2009 rispetto al consolidamento parziale (67,05%) del 2008.
  • Per la Divisione Infrastrutture e Reti l’impegno di spesa corrente è risultato pari a 11 milioni di euro (13 nel 2008).
  • La Divisione Internazionale ha destinato 192 milioni di euro per le spese correnti (174 nel 2008) dei quali 146 milioni sono relativi al trattamento del combustibile esaurito (rifuto radioattivo ad alta attività), al suo stoccaggio permanente ed alle spese per lo smaltimento di strumentazione.
  • Nella Divisione Rinnovabili sono stati destinati circa 12 milioni di euro per le spese correnti. Sono state sostenute spese per attività di sgrigliatura e smaltimento rifiuti; spese di ripopolamento ittico; controllo periodico, esercizio e manutenzione delle opere idrauliche al fine di mantenerle in uno stato di efficienza che non comporti rischi per l’ambiente; formazione del personale alle problematiche ambientali.
    Per il geotermico, si riscontra un aumento delle spese sul comparto “aria” dovuto all’entrata in esercizio di nuovi impianti Amis che hanno comportato maggiore attività del personale e maggiori costi per materiali di consumo (idrato di sodio necessario al funzionamento degli impianti).

Le spese ambientali correnti del 2009 fanno capo quasi esclusivamente, per una percentuale del 95,6%, alla produzione di energia elettrica.

Le rimanenti spese correnti sono quelle per attività di protezione dell’ambiente svolte in proprio o per servizi di protezione dell’ambiente acquistati all’esterno ovvero il funzionamento e manutenzione delle apparecchiature e dei sistemi aventi funzioni ambientali, lo smaltimento dei rifiuti, l’adozione e funzionamento di sistemi di gestione ambientale, le spese per il personale Enel e delle imprese coinvolte in queste attività, la formazione ambientale, ecc.
Queste comprendono le spese relative al personale di supporto dedicato all’ambiente, cioè al personale che presta la propria attività a favore di più unità operative, anche se appartenenti alla medesima filiera industriale; ciò in quanto le attività ‘intellettuali’ svolte dal personale di supporto in materia ambientale si ipotizzano a esclusivo beneficio delle attività industriali. Da segnalare inoltre l’incremento degli oneri per le pulizie industriali di funzionamento (movimentazione e asportazione dei reflui); degli oneri del comparto ‘rifiuti’, dovuto principalmente ai maggiori oneri per l’allontanamento delle ceneri da carbone sui quali ha influito anche la crisi edilizia e il maggior costo di allontanamento dei fanghi per l’indisponibilità degli impianti di recupero.

Nel 2009 l’Area Tecnica Ricerca, appartenente alla Divisione Ingegneria e Innovazione, ha svolto nell’ambito del Piano per l’Innovazione Tecnologica (650 milioni di euro per il periodo 2009-2013), attività per lo sviluppo e la dimostrazione di tecnologie innovative per un valore di circa 86 milioni di euro. Le spese di ricerca sono state per circa il 46% nel campo della generazione fossile (con focus sulla cattura e sequestro della CO2, l’idrogeno, l’abbattimento delle emissioni, l’aumento dell’efficienza negli impianti di produzione), il 50% per le fonti rinnovabili (focus sul solare fotovoltaico e su quello termodinamico, la geotermia, l’eolico, le biomasse), il 4% per l’efficienza energetica, la mobilità elettrica e lo sviluppo delle reti attive.
Le attività di ricerca e di innovazione svolte nel 2009 contribuiranno alla riduzione delle emissioni di CO2 da generazione fossile sia attraverso l’incremento dell’efficienza degli impianti tradizionali che attraverso lo sviluppo di tecniche per la cattura e lo stoccaggio della CO2, all’aumento della produzione da fonte rinnovabile e allo sviluppo delle reti intelligenti. La conseguente diminuzione di quantità di CO2 emessa non è direttamente deducibile in quanto i vantaggi potranno essere misurati su una scala temporale di lungo periodo e saranno fortemente dipendenti dall’evoluzione della normativa.

Per maggiori approfondimenti, si rimanda al commento al Focus Obiettivo: Ricerca e Innovazione a pag. 103 di questo capitolo.

Ulteriori oneri di competenza dell’esercizio 2009, oggetto di registrazione separata in quanto non esplicitamente destinati alla protezione dell’ambiente, sono rappresentati da:

  • 33 milioni di euro (a livello di Gruppo Enel) per l’acquisto di permessi di emissione di anidride carbonica necessari a far fronte al deficit delle quote assegnate nell’ambito del sistema di scambio disciplinato dalla direttiva 2003/87/CE (“Emissions Trading”) rispetto alle emissioni effettive;
  • 426 milioni di euro per l’acquisto di certificati verdi atti a completare l’adempimento dell’obbligo.